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Varicosi - Flebiti - Emorroidi

Specialità > Patologie trattate

Le vene varicose o varici non sono altro che il risultato, apprezzabile in superficie, dell'inefficienza del circolo venoso. Ne soffrono, soprattutto le donne, in misura 3-4 volte superiore agli uomini, e per colpa dei soliti ormoni. Comunque, anche negli uomini i problemi circolatori venosi sono in aumento, specie nei paesi occidentali, dove giocano a favore le scorrette abitudini di vita.
In particolare, le varici sono vene superficiali molto dilatate, nelle quali il sangue scorre a fatica, anzi ristagna. Col passare del tempo poi, possono ingrossarsi tanto da presentarsi come rilievi della cute delle gambe o delle cosce, a formare dei tortuosi rigonfiamenti. Nella maggior parte dei casi, sono due le vene superficiali che vengono interessate da varici: la grande safena che corre lungo la faccia interna della gamba e della coscia, e la piccola safena che sale posteriormente lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio. Tra l'altro se all'inizio, le varici si presentano come sottili strisce bluastre, col tempo, da piccole strisce appena pronunciate, si ingrossano fino a sembrare dei veri e propri cordoni nodosi. E allora la faccenda si complica e si accompagna con una bella serie di fastidi. Si può andare dalla semplice sensazione di pesantezza delle gambe (la sera dopo lunga permanenza in piedi), ai crampi e formicolii durante il sonno, al gonfiore delle caviglie. Senza contare tutte le forme aggravate e più comuni nelle persone anziane, nei cardiopatici cronici e nei diabetici. In tutte queste situazioni, la circolazione periferica può essere molto scarsa fino ad arrivare alla stasi cronica e le varici più sfiancate si possono persino rompere all'interno creando macchie bluastre sulla superficie della cute. Quando poi la cute si assottiglia la varice si apre all'esterno in forma di ulcera varicosa che spesso stenta a chiudersi.

Oltre alle condizioni patologiche già citate esistono poi fattori di rischio o predisponenti come: la familiarità, l'età, il sesso femminile, la sedentarietà per giunta tutti concorrenti con l'eccesso di peso. E che dire, degli ormoni estrogeni e progestinici, della gravidanza, dei cicli mestruali nonché dell'uso troppo precoce della pillola anticoncezionale. Vi sono poi professioni a rischio, ossia tutte quelle che richiedono una lunga permanenza giornaliera in pedi. E, infine, sia nei maschi sia nelle femmine, un rischio aggiuntivo, è rappresentato dai traumi ripetuti degli arti inferiori specie se richiedono interventi chirurgici ortopedici complessi e lunghi periodi d'immobilità.

Qualche volta, però, la complicazione di una varice è semplicemente un'infiammazione. E questo è il caso della cosiddetta "flebite". La flebite è, appunto, una condizione infiammatoria che colpisce soprattutto le vene superficiali e più frequentemente una vena già varicosa delle gambe. Per altro, anche le vene delle braccia possono andare incontro a simili problemi. L'arto interessato, superiore o inferiore che sia, si gonfia, la cute circostante la zona flebitica si arrossa e al tatto appare più calda, il dolore può diventare molto vivo. Tutte le flebiti superficiali, qualunque sia la causa scatenante, sono passibili di complicanze settiche (infezioni) e perciò si accompagnano a una condizione di compromissione generale con febbre elevata.

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto riccamente vascolarizzato, che rivestono la parte inferiore del retto e che hanno la funzione di chiudere completamente il canale anale, contribuendo alla continenza fecale. Quando questi tessuti subiscono delle modificazioni, che producono i sintomi caratteristici della malattia emorroidaria, comunemente denominata "emorroidi".
Le emorroidi rappresentano uno dei problemi più comuni dell'intestino, anche se è difficile stabilirne la reale incidenza (solo una minoranza dei pazienti consulta il medico). Si calcola tuttavia che, nei paesi industrializzati, ne soffra almeno il 50% della popolazione adulta. Le emorroidi si manifestano più spesso fra i 45 e i 65 anni e, per quanto riguarda la loro comparsa, non sembrano esservi differenze fra i sessi. Le ricadute sono frequenti.
I sintomi della malattia sono diversi a seconda che si tratti di emorroidi interne o esterne.
Le emorroidi interne, posizionate dentro l'ano, provocano dolore, sanguinamento e prurito solo in relazione al passaggio delle feci e possono essere considerate lo stadio iniziale della malattia. Col passare del tempo la malattia progredisce e i cuscinetti emorroidari dapprima fuoriescono durante la defecazione ma rientrano spontaneamente, poi rientrano solo sospingendoli manualmente all'interno dell'ano; infine rimangono definitivamente esterni (prolassate). A questo stadio sono estremamente dolorose e frequentemente possono complicarsi con la formazione di coaguli nel loro interno (trombosi emorroidaria).


Il fitoterapico indicato da
Vecapharma nei casi di varicosi, flebiti ed emorroidi è Flebodel.


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